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21 giugno 2017

Selezionati i venti allievi del nuovo triennio della “Scuola dei Mestieri dello Spettacolo”

Venti giovani, di età compresa tra i 20 e i 27 anni e provenienti da tutta Italia, sono stati selezionati per frequentare il nuovo triennio della “Scuola dei Mestieri dello Spettacolo” del Teatro Biondo di Palermo diretta da Emma Dante, i cui corsi prenderanno il via il prossimo ottobre.

Una commissione, presieduta da Emma Dante, ha valutato un centinaio di candidati, che si sono cimentati in esercitazioni pratiche e colloqui finalizzati a valutare la loro attitudine alla metodologia della Scuola.

Al termine delle selezioni, sono stati ammessi i seguenti allievi: Martina Bacher (Merano), Giulia Bellanca (Palermo), Costantino Buttitta (Lucca), Martina Caracappa (Palermo), Chiara Chiurazzi (Napoli), Danilo De Luca (Catania), Adriano Di Carlo (Roma), Valentina Gheza (Brescia), Christian Greco (Lamezia Terme), Federica Greco (Palermo), Paola Gullo (Palermo), Giuseppe Lino (Palermo), Francesco Raffaele (Palermo), Beatrice Raccanello (Venezia), Valter Sarzi Sartori (Mazara del Vallo), Calogero Scalici (Palermo), Maria Sgro (Roma), Emilia Tiburzi (Roma), Nancy Trabona (Palermo), Simone Tudda (Cosenza).

Il corso, che prevede un laboratorio permanente condotto da Emma Dante e lezioni teoriche, avrà la durata di tre anni, al termine dei quali gli allievi saranno impegnati nella realizzazione di uno spettacolo.

«Mi auguro che anche questo corso possa nutrirsi della bellezza e della cura che la scuola, luogo della riflessione, alimenta e produce ogni giorno con piccoli passi e piccoli sospiri – dice Emma Dante – Sono felice di continuare questa esperienza che è stata formativa soprattutto per me, ho imparato moltissimo dai giovani allievi. In un certo senso posso dire che siano stati loro i miei insegnanti ed io l’allieva. Credo che l’insegnamento nasconda essenzialmente un grande desiderio di imparare. Non ho mai creduto di averne la vocazione perché non ho mai creduto che il teatro, come la vita, si potesse insegnare. Questa scuola mi ha ricordato cose del mio metodo che avevo dimenticato, ha rimesso in moto un meccanismo di ricerca e scoperta, mi ha stimolata a portare avanti, anche nel fallimento, la cosa più importante per me del fare il teatro: l’esperimento». 

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