sala strehler
dal 22 al 26 marzo 2023
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Risate di gioia

storie di gente di teatro

da un’idea di Elena Bucci

progetto, elaborazione drammaturgica, interpretazione e regia Elena Bucci e Marco Sgrosso

drammaturgia e cura del suono Raffaele Bassetti

scene e costumi Elena Bucci, Marco Sgrosso

assistente all’allestimento Nicoletta Fabbri

collaborazione ai costumi Manuela Monti

produzione CTB Centro Teatrale Bresciano / ERT – Teatro nazionale / TPE Teatro Piemonte Europa

in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival / Campania Teatro Festival | collaborazione artistica Le belle bandiere


Com’erano gli spettacoli del passato? Come risuonavano le voci e i gesti? Come si svolgevano le prove della compagnia di Eleonora Duse o di Tommaso Salvini? Quali erano fascino e miserie degli attori ottocenteschi? Come recitavano gli istrioni della Commedia dell’Arte che capovolgevano il mondo? E cosa è sopravvissuto di quell’arte nella sorprendente meteora del varietà?

In queste e in molte altre domande accorate è racchiuso il senso di questo lavoro, ispirato alle opere Il teatro all’antica italiana di Sergio Tofano detto Sto, Antologia del grande attore di Vito Pandolfi e ad autobiografie, biografie, epistolari, memorie di gente di teatro. In un teatro addormentato, tra quinte impolverate e sipari cadenti, riflettori bruciati e nidi di uccelli, rilucono coloro che furono: i suggeritori, i trovarobe, gli attori, i guitti, i capocomici, le primedonne, le cantatrici, i brillanti, i portaceste, le balie, le attrici e gli attori che fecero il salto dal teatro e dal varietà al cinema e alla televisione.

«In questo spettacolo – spiegano Elena Bucci, Marco Sgrosso – ascoltiamo molte voci, ridendo e sospirando per una sottile nostalgia che diventa creazione. Nonostante la corsa del nostro tempo, nonostante il rumore che arriva da fuori, ritroviamo intatta la potenza del teatro che trasforma, rivela e unisce. Basta fare silenzio, ascoltare, lasciarla vivere e respirare. Diamo suono e immagini a un patrimonio della tradizione che mostra intatta la sua sovversiva vitalità».

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