sala grande
dal 7 al 17 ottobre 2021
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Pupo di zucchero

La festa dei morti

liberamente ispirato a Lo cunto de li cunti di Gianbattista Basile

testo e regia Emma Dante

con Tiebeu Marc-Henry Brissy Ghadout, Sandro Maria Campagna, Martina Caracappa, Federica Greco, Giuseppe Lino, Carmine Maringola, Valter Sarzi Sartori, Maria Sgro, Stephanie Taillandier, Nancy Trabona

costumi Emma Dante

sculture Cesare Inzerillo

luci Cristian Zucaro

assistente ai costumi Italia Carroccio

assistente di produzione Daniela Gusmano

coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma

produzione Sud Costa Occidentale

in coproduzione con Teatro di Napoli – Teatro Nazionale / Scène National Châteauvallon-Liberté / ExtraPôle Provence-Alpes-Côte d’Azur / Teatro Biondo di Palermo / La Criée Théâtre National de Marseille / Festival d’Avignon / Anthéa Antipolis Théâtre d’Antibes / Carnezzeria

e con il sostegno dei Fondi di integrazione per i giovani artisti teatrali della DRAC PACA e della Regione Sud


Liberamente ispirato a Lo cunto de li cunti di Gianbattista Basile, lo spettacolo racconta la storia di un vecchio che, per sconfiggere la solitudine, invita a cena, nella sua antica dimora, i defunti della famiglia. Nella notte fra l’uno e il due novembre, lascia le porte aperte per farli entrare.

Il 2 novembre è il giorno dei morti. Secondo la tradizione, in alcuni luoghi del Meridione, c’è l’usanza di organizzare banchetti ricchi di dolci e biscotti in cambio dei regali che i parenti defunti portano ai bambini dal regno dei morti. Durante il rituale, la cena è un momento di patrofagia simbolica, in quanto il valore originario dei dolci antropomorfi è quello di raffigurare le anime dei defunti. Cibandosi di essi, è come se ci si cibasse dei propri cari.

Il vecchio ’nzenziglio e spetacchiato, rimasto solo nella casa vuota, prepara una pietanza tradizionale per onorare la festa. Con acqua, farina e zucchero il vecchio impasta l’esca pe li pesci de lo cielo: il pupo di zucchero, una statuetta antropomorfa dipinta con colori vivaci. In attesa che l’impasto lieviti richiama alla memoria la sua famiglia di morti. La casa si riempie di ricordi e di vita: mammina, una vecchia dal core tremmolante, il giovane padre disperso in mare, le sorelle Rosa, Primula e Viola, “tre ciuri c’addorano ’e primmavera”, Pedro dalla Spagna, che si strugge d’amore per Viola, zio Antonio e zia Rita, che s’abboffavano ’e mazzate, Pasqualino tuttofare.

Le dieci sculture create da Cesare Inzerillo mostrano il corpo osceno della morte. In Pupo di zucchero la morte non è un tabù, non è scandalosa, ciò che il vecchio vede e ci mostra è una parte inscindibile della sua vita, che non può che intenerirci. La stanza arredata dai ricordi diventa una sala da ballo dove i morti, ritrovando le loro abitudini, festeggiano la vita.

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    ore 21:00
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    turno PRIME ore 21:00
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    turno S1 ore 17:30
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    turno ME ore 17:30
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