sala grande
marzo 2021
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Piazza degli Eroi

di Thomas Bernhard
regia Roberto Andò
con Renato Carpentieri, Imma Villa, Silvia Ajelli, Paolo Cresta, Francesca Cutolo, Stefano Jotti, Valeria Luchetti, Vincenzo Pasquariello, Betti Pedrazzi, Enzo Salomone
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Francesca Livia Sartori
suono Hubert Westkemper
aiuto regia Luca Bargagna
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Fondazione Teatro della Toscana


Piazza degli Eroi, apparso nel 1988 e mai rappresentato prima in Italia, è l’ultimo testo teatrale di Thomas Bernhard, uno dei suoi indiscussi capolavori, che può considerarsi una summa dei temi di questo autentico genio della letteratura e del teatro. Quando lo scrittore austriaco morì, il 12 febbraio del 1989, il pubblico che lo aveva amato recepì il messaggio di radicale drammaticità di quest’opera con una emozione talmente intensa da risultare insopportabile, e lo associò all’atto notarile che lo scrittore aveva depositato, a quel testamento in cui, con altrettanta visionaria provocazione, Bernhard aveva disposto che nel suo paese d’origine fosse vietata sia la pubblicazione dei suoi testi, sia la loro messinscena.

«Nel disegnare il suo estremo congedo dalla vita e dal teatro – spiega il regista Roberto Andò – Bernhard sceglie di dare un nome e un tempo all’ottusità brutale che vede avanzare. Ma, come sempre accade in un’opera di fantasia, l’Austria di Bernhard è insieme un luogo concreto e una metafora. Così come lo è la piazza che dà nome al testo, la stessa in cui nel 1938 Hitler annunciò alla folla acclamante l’Anschluss, l’annessione dell’Austria al destino nazista della Germania. Se è venuto il tempo di rappresentare in Italia Piazza degli Eroi è proprio perché, a dispetto della inedita precisione realistica di Bernhard, oggi per comprendere il senso di questo testo visionario e catastrofico non servono indicazioni di luogo e di tempo. Ognuno degli spettatori che assisterà a una recita di Piazza degli Eroi, capirà subito che l’azione si svolge in una qualsiasi piazza da comizio, di una qualsiasi città d’Europa. L’Austria di Bernhard, nel giro di una trentina e passa d’anni, è ormai ovunque. La storia del professor Schuster, suicida per protesta contro l’avanzare della barbarie antisemita, è raccontata dal drammaturgo in una partitura a più voci, modulando una orchestrazione perfetta dove appaiono come relitti citazioni di altri grandi testi teatrali. La piazza e le voci inneggianti che si levano a disturbare la mente sconvolta della vedova del suicida, sono la piazza e le voci che ovunque nell’Europa smarrita di oggi invocano l’uomo forte, “un regista che li sprofondi definitivamente nel baratro”».

  • mar
    9
    mar
    ore 21:00
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