sala strehler
dal 3 al 14 aprile 2019
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La rondine

di Guillem Clua

traduzione Martina Vannucci
adattamento di Pino Tierno
regia e ideazione scenica Francesco Randazzo
musiche originali Massimiliano Pace
costumi Riccardo Cappello
luci Salvo Costa
con Lucia Sardo e Luigi Tabita
produzione Teatro Stabile di Catania


L’orrore degli attentati terroristici, il fanatismo ideologico, lo spettro dell’omofobia, le paure, le ipocrisie e le intolleranze che caratterizzano la nostra epoca sono al centro dello spettacolo “La rondine”, che debutta mercoledì 3 aprile alle 21.00 nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo. Scritto dallo spagnolo Guillem Clua, lo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Catania è diretto da Francesco Randazzo ed interpretato da Lucia Sardo e Luigi Tabita. Ne “La rondine”, che prende spunto dall’attacco terroristico del giugno 2016 al night club Pulse di Orlando in Florida, punto di riferimento della comunità gay, nel quale morirono 49 persone, l’autore si interroga sull’assurdità dell’orrore, sulle conseguenze dell’odio e dei pregiudizi e sulle possibili strategie da adottare affinché la paura, lo sgomento le incomprensioni non distruggano definitivamente le nostre anime. Marta, un’inflessibile maestra di canto, riceve la visita di Matteo, che desidera migliorare la propria tecnica vocale per esibirsi ad una commemorazione dedicata alla madre scomparsa di recente. Man mano che la lezione procede, i due svelano a vicenda dettagli del loro passato, profondamente segnato da un attentato terroristico. Nel teso confronto tra Marta e Matteo emergono verità nascoste e il desiderio di trovare risposte a domande cruciali sulle motivazioni della violenza terroristica, sulle vittime, sull’identità, la perdita, la fragilità e infine sulla pietas che ci accomuna tutti di fronte a un destino comune. Come osserva il regista Francesco Randazzo: «Senza mai essere sentenziosa, ma attraverso un appassionante percorso drammaturgico, questa storia ci dice quanto sia importante non solo amare, ma anche e soprattutto la sincerità, l’accettazione dell’altro nella sua verità, e che questa è l’essenza pura dell’amore. In questi tempi che vedono, accanto ai progressi nel riconoscimento dei diritti civili finalmente raggiunti, rigurgiti di oscurantismo e violente negazioni, è molto importante mettere in scena storie come quella raccontata da Clua, perché così si può dare al pubblico, e a noi artisti, la possibilità di esplorare le nostre contraddizioni e, attraverso le emozioni, trovare le ragioni per renderci migliori».31431478_1600862570011943_6498596160947617792_n

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