sala grande
dal 5 al 14 aprile 2024
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Kamikaze

Assocerò sempre la tua faccia alle cose che esplodono

Prima italiana

di Emanuele Aldrovandi
regia Marco Lorenzi
scene e costumi Gregorio Zurla
luci Robert Pavlič
creazione video Edoardo Palma / Emanuele G. Forte
con Vittorio Camarota, Aurora Cimino, Aleksandar Cvjetković, Eletta Del Castillo, Serena Ferraiuolo, Stefano Iagulli, Mario Jovev, Jelena Lopatić, Mirko Soldano
assistente alla regia e dramaturg Lorenzo De Iacovo
produzione Teatro Biondo Palermo / Teatro Nazionale Croato Ivan de Zajc di Fiume (Hrvatsko narodno kazalište Ivana pl. Zajca u Rijeci)


Cosa unisce il tragico attentato del 13 novembre 2015 al Bataclan di Parigi e la storia di una giovane regista cinematografica che ha scritto il progetto di un film? E cosa hanno in comune tre parlamentari europei senza scrupoli e la strenua lotta di questa giovane artista per poter realizzare il suo film? Apparentemente nulla. Apparentemente sembrano linee destinate a non incontrarsi mai. Eppure non è così. Tutto è collegato. Ogni cosa dipende dall’altra come in un puzzle, il legame che unisce i pezzi di Kamikaze si ricompongono in un unico panorama in cui siamo presenti tutti. Anche noi spettatori. Il tema di fondo di questa creazione è quello dell’integrazione delle seconde generazioni di immigrati in Europa, visto attraverso molteplici punti di vista, che aprono squarci di riflessione con approcci diversi, talvolta empatici talvolta concettuali, sulle dinamiche sociali del multiculturalismo nell’Europa contemporanea. L’obiettivo ultimo è quello di esplorare, con ironia e originalità, il mistero che circonda questi fatti approfondendone le dinamiche sociali, ma soprattutto le strutture tragiche e archetipiche. Scrive l’autore Emanuele Aldrovandi: «Non si può parlare di cosa significa essere europei, senza parlare dei sogni delle seconde e delle terze generazioni di immigrati. Non si può parlare dei sogni delle seconde e delle terze generazioni di immigrati, senza parlare delle difficoltà d’integrazione. Non si può parlare delle difficoltà d’integrazione, senza parlare del terrorismo di matrice islamica. Non si può parlare del terrorismo di matrice islamica, senza parlare della politica coloniale degli stati europei. Non si può parlare della politica coloniale degli stati europei, senza parlare di cosa significa essere europei. Questo testo parla di queste cose, della difficoltà di viverle e della difficoltà di parlarne». «La visione congiunta che abbiamo sviluppato con il Teatro Biondo di Palermo e il Teatro Nazionale Croato Ivan de Zajc di Rijeka – spiega il regista Marco Lorenzi – ci permette di costruire un esperimento raro e prezioso, al centro del quale ci sono artisti di entrambe le nazionalità chiamati a creare insieme e a superare le difficoltà di un multiculturalismo di fronte al quale sembriamo costantemente impreparati. Nel nome di qualcosa che appartiene al Teatro sin dalla sua nascita: comprendere le ragioni dell’Altro».
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