sala grande
dal 18 al 29 novembre 2020
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Il misantropo

Prima nazionale

 

di Molière

traduzione Cesare Garboli

regia Fabrizio Falco

regista assistente Davide Cirri

con
Davide Cirri (Alceste)
Fabrizio Falco
(Filinto)
Claudio Pellegrini
(Oronte)
Alice Canzonieri
(Célimène)
Rita Debora Iannotta
(Eliante)
Doriana Costanzo
(Arsinoè)
Giovanni Arezzo
(Acaste)
Luca Carbone
(Clitandro)
Costantino Buttitta
(Basco)

assistente alla regia Francesca Melluso

impianto scenico Fabrizio Falco e Davide Cirri

costumi Gabriella Magrì

musica Angelo Vitaliano

produzione Teatro Biondo Palermo


«Cos’è la verità, cos’è la menzogna? – si chiede Fabrizio Falco – Cechov affermava che si può fingere dovunque tranne che nell’arte. Forse siamo chiamati proprio a questo, a non mettere più maschere, a fare i conti definitivi. Il genio di Moliere ce lo fa sentire. Lavorando sul Misantropo si percepisce subito la necessità, l’urlo di qualcuno che chiede verità. Cercherò di inseguire la verità di Moliere, per quanto inafferrabile, ma sarà proprio l’anelito, la spinta verso, che creerà la giusta tensione. La verità dei rapporti è la richiesta di Alceste, e questa sarà la linea guida della regia. Nient’altro. Il teatro a bisogno di poco per vivere da un punto di vista esteriore, ma ha bisogno di molto lavoro invisibile, ha bisogno di verità. In un’epoca di fake news, credo che anche nel nostro mondo ci sia bisogno di verità. Una verità che deriva dalla profondità di sé, dei sentimenti, dei rapporti tra le persone per riscoprirsi individui fino in fondo e comunità fino in fondo. Lavorerò per abbattere le maschere e provare a toccare il fondo dei cuori tra noi attori e toccare il fondo dei cuori degli spettatori».

Alla base del disegno registico vi è l’idea di trasformare l’edificio teatrale nella location del salone della casa di Célimène, in cui si avvicendano tutti i personaggi della commedia e in cui il pubblico è anch’esso partecipe. Non vi sarà sipario, la scena sarà aperta su un palcoscenico spoglio e gli attori occuperanno tutto lo spazio a loro disposizione, abitando la platea e rompendo così la quarta parete in un’interazione confidenziale con gli spettatori, sì diversi ogni sera, ma pur sempre espressione stereotipata della società.

  • nov
    18
    mer
    ore 21:00
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