sala grande
dal 26 novembre all’1 dicembre 2019
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Finale di partita

di Samuel Beckett

regia Andrea Baracco
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Giacomo Vezzani
con Glauco Mauri, Roberto Sturno, Marcella Favilla, Mauro Mandolini
produzione Compagnia Mauri Sturno


Glauco Mauri e Roberto Sturno, diretti da Andrea Baracco, tornano a interpretare un testo di Samuel Beckett, l’autore più rappresentativo del Novecento teatrale, che traghetta la drammaturgia realistica nell’ambito della metafisica.«Un amato compagno di viaggio – afferma Mauri – che ho sempre considerato non uno scrittore del teatro dell’assurdo, ma un grande poeta della difficoltà del vivere dell’uomo».

L’opera di Beckett è una parodia, unica forma possibile per descrivere l’insensatezza della condizione umana nel secolo della crisi di tutti i valori,I personaggi di Hamm e Clov sono l’emblema di questa condizione angosciosa e allo stesso tempo parodistica dell’esistenza, perché, come scriveva Beckett: «Nulla è più comico dell’infelicità». «Parlare di Beckett – spiega il regista Andrea Baracco – significa parlare dell’insensatezza della condizione umana, dell’insondabilità dell’universo e dell’umano, del tentativo di esprimere l’inesprimibile di molti grandi temi».

In uno spazio claustrofobico, quattro personaggi giocano una pseudo partita a scacchi: sono Hamm, cieco e paralitico, i suoi genitori Nagg e Nell, che vivono in due contenitori per la spazzatura, e Clov, servitore di Hamm, che non può sedersi mai. Hamm e Clov, per sopravvivere, hanno bisogno l’uno dell’altro: solo Clov può dar da mangiare ad Hamm, e solo Hamm possiede le chiavi della dispensa. «È la tragedia del vivere che diventa farsa, è la farsa del vivere che diventa tragedia» asserisce Glauco Mauri.

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    ore 21:00
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    ore 17:30
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    ore 17:30
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