sala grande
dal 10 al 19 maggio 2019
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Don Giovanni di Mozart

secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio
di Orchestra di Piazza Vittorio

con Petra Magoni
Simona Boo, Hersi Matmuja, Mama Marjas, Evandro Dos Reis,
Omar Lopez Valle, Houcine Ataa
e con Pino Pecorelli (contrabbasso), Leandro Piccioni (pianoforte),
Ernesto Lopez Maturell (batteria), Emanuele Bultrini (chitarre), Andrea Pesce (tastiere)
elaborazioni musicali Mario Tronco, Leandro Piccioni, Pino Pecorelli
direzione artistica Mario Tronco
regia Andrea Renzi, Mario Tronco
direzione musicale Leandro Piccioni
scenografie Barbara Bessi
costumi Ortensia de Francesco
light designer Daniele Davino
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini / Accademia Filarmonica Romana / Le nuits de Fourvière – Lione
in collaborazione con Rete Latitudini

 


Al centro del nuovo lavoro dell’Orchestra di Piazza Vittorio c’è l’idea di un Don Giovanni androgino, affidato alla straordinaria voce femminile di Petra Magoni. Da questa idea si sviluppa la drammaturgia musicale, il filo con cui L’Orchestra tesse una variante contemporanea del mito settecentesco. Una visione “altra” del protagonista, che apre ad una diversa lettura dei rapporti tra i personaggi. Firmano la regia Andrea Renzi e Mario Tronco, mentre le elaborazioni musicali sono affidate a Leandro Piccioni, Pino Pecorelli e allo stesso Mario Tronco. Nel cast anche la cantante reggae Mama Marjas, Hersi Matmuja, Evandro Dos Reis, Omar Lopez Valle, Houcine Ataa e, alla prima collaborazione con l’Orchestra, Simona Boo, dal 2015 vocalist dello storico gruppo napoletano dei 99 Posse.

L’approccio ludico che l’Orchestra ha con la musica classica pone l’accento su come il divertito abbattimento di ogni confine di genere e l’espansione dei limiti dell’eros possano creare una nuova possibilità di indagine del dramma giocoso di Mozart, a partire dall’intuizione profonda dell’identità tra la natura della musica e il flusso vitale.

Don Giovanni, come un redivivo Cab Calloway in un immaginario Cotton Club, in un’ambientazione dal gusto anni ’20 ma anche fortemente contemporaneo, dirige la sua orchestra e il suo destino in una pulsione di libertà e perdizione. Un luogo carico di energia, luce e vita, nel quale i musicisti delimitano uno spazio circolare tagliato da una parete di pannelli specchianti, e dove si agitano i protagonisti nelle loro fughe musicali ed esistenziali.

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