sala strehler
11-21 gennaio 2017 - 18-23 maggio 2017
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Almanacco siciliano

di Roberto Alajmo

regia Vincenzo Pirrotta
musiche Marco Betta e Fratelli Mancuso
con Elisa Lucarelli, Cinzia Maccagnano, Vincenzo Pirrotta
scene Claudio La Fata
costumi Vincenzo Pirrotta
luci Nino Annaloro
produzione Teatro Biondo Palermo


L’istante prima della fine, l’ultima immagine prima che una luce bianca e abbagliante, “la luce davvero troppo forte” delle mattine di fine luglio a Palermo, si trasformi improvvisamente in nero.

C’è poco da ricamarci sopra: quando si muore, si muore e basta. Diventano inutili altre parole.

L’Almanacco di Roberto Alajmo è una rivoluzione di prospettiva: racconta, come in una soggettiva, il congedo prima del buio di uomini e donne uccisi nel corso dei cinquant’anni della guerra di mafia in Sicilia. Quasi un repertorio che non si perde in interpretazioni, lasciando fuori lo spargimento di sangue, proprio come avveniva nelle tragedie greche. Rimarrebbero le emozioni, i rimpianti. Ce li mettano gli spettatori, le emozioni e i rimpianti, se riescono a trovarli dentro di sé.

«In quest’Almanacco – spiega Pirrotta – si raccontano delitti atroci ma con la levità della poesia, sono le voci che, unite nel rincorrersi delle date divenute storiche, diventano stasimo ma asciugato dalla pesante lirica del coro tragico. Il tempo della morte diviene una sorta di offertorio alla vita, un ex-voto consegnato al pubblico, il cerimoniale dell’ultimo istante, ma con la dolcezza dello stupore».
DEFalmanacco

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