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Stagione teatrale 2009-2010
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Re Lear
versione italiana Edoardo Sanguineti
regia Marco Sciaccaluga
scena e costumi Valeria Manari
musiche Andrea Nicolini
luci Sandro Sussi
con Alice Arcuri, Gianluca Gobbi, Maurizio Lastrico, Massimo Mesciulam,
Orietta Notari, Aldo Ottobrino, Enzo Paci, Nicola Pannelli, Fiorenza Pieri,
Vito Saccinto, Federico Vanni, Massimo Cagnina, Fabrizio Careddu,
Michele Di Siena, Pier Luigi Pasino, Marco Pieralisi
produzione Teatro Stabile di Genova

CALENDARIO DELLE RAPPRESENTAZIONI - TEATRO BIONDO


Mer.
5 Maggio 2010
21:00
T. Prime
Giov.
 6 Maggio 2010
17:00
T. Prom. Pom. A
Ven.
7 Maggio 2010
21:00
T. Repl. Bis
Sab.
 8 Maggio 2010
21:00
T. Repliche
Dom.
 9 Maggio 2010
17:00
T. 1° Dom
Mar.
 11 Maggio 2010
17:00
T. 1° Teatro Scuola
Mer.
 12 Maggio 2010
17:00
T. Prom. Pom. B
Giov.
 13 Maggio 2010
17:00
T. 2° T. Scuola
Ven.
 14 Maggio 2010
21:00
T. Prom. Serale
Sab.
 15 Maggio 2010
21:00
T. Cral
Dom.
16 Maggio 2010
17:00
T. 2° Dom


DETTAGLIO SPETTACOLO
 
Re Lear si propone come una rigorosa e moderna rilettura della tragedia shakespeariana, di cui viene portata in primo piano la dimensione di una storia arcaica, ambientata in un mondo barbarico e attraversata dalle grandi passioni primordiali che stanno alla radice dell’umanità di tutti i tempi. Il tutto fondato su un vitale e raffinato uso del linguaggio, che trova nella nuova versione italiana di Edoardo Sanguineti (in versi e in prosa, come l’originale) un prezioso fondamento drammaturgico.
Scritta nei primi anni del Seicento, la tragedia è basata sulla leggenda di un re della Britannia vissuto prima che questa diventasse parte dell’Impero Romano. Una storia arcaica, dunque, che era già stata narrata in cronache, poemi e anche testi teatrali, prima che Shakespeare scegliesse di raccontarla di nuovo. La vicenda è nota. Il vecchio Re Lear decide di dividere il proprio regno tra le tre figlie, a seconda dell’amore che sapranno dimostrargli. Due delle figlie, Goneril e Regan, gli offrono subito altisonanti dichiarazioni d’affetto, mentre la terza, Cordelia, si limita a dichiaragli un giusto amore. Irritato dalla risposta, Lear la ripudia e divide tutto il suo regno tra Goneril e Regan, le quali s’impegnano a dargli ospitalità, un mese per una. Mentre Cordelia, sposatasi con il Re di Francia, abbandona il regno, Lear ha modo ben presto di constatare l’ingratitudine delle due figlie favorite. Colpito nel suo orgoglio di re e di padre, sempre più solo in compagnia del proprio Fool, Lear perde progressivamente la ragione. La sua storia s’intreccia con quella del devoto Gloucester, anche lui protagonista di un dramma famigliare.
Annota il regista Marco Sciaccaluga. «La storia di Lear è la mia storia preferita, da quando me la raccontavano da bambino nella edulcorata versione di Charles Lamb. Me ne domando spesso il motivo: forse perché nessuna storia più di questa racconta il paradosso di stare al mondo. In essa tutto è efferato e insensato, è “la tragedia degli antropofagi” come la definì un illustre critico, dove “l’umanità deve per forza depredare se stessa come i mostri dell’abisso”, come ci dice Albany, uno dei suoi personaggi. Questa “mostrificata” storia dell’umanità me ne svela tutto l’orrore, ma è insieme capace di farmela disperatamente amare».