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Stagione teatrale 2009-2010
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L’anima buona del Sezuan*
di Bertolt Brecht
versione italiana di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
regia Ferdinando Bruni, Elio De Capitani
scene e costumi Andrea Taddei
musiche Paul Dessau
suono Renato Rinaldi
luci Sandro Sussi
con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Marco Avogadro,
Fabrizio Careddu, Margherita Di Rauso, Rachele Ghersi,
Alberto Giusta, Gianluca Gobbi, Orietta Notari, Nicola Pannelli,
Fiorenza Pieri, Ernesto M. Rossi, Vito Saccinto, Federico Vanni
produzione Teatro Stabile di Genova

CALENDARIO DELLE RAPPRESENTAZIONI - TEATRO BIONDO


Mer.
3 Marzo 2010
21:00
T. Prime
Giov.
 4 Marzo 2010
17:00
T. Prom. Pom. A
Ven.
5 Marzo 2010
21:00
T. Repl. Bis
Sab.
 6 Marzo 2010
21:00
T. Repliche
Dom.
 7 Marzo 2010
17:00
T. 1° Dom
Mar.
 9 Marzo 2010
17:00
T. 1° Teatro Scuola
Mer.
 10 Marzo 2010
17:00
T. Prom. Pom. B
Giov.
 11 Marzo 2010
17:00
T. 2° T. Scuola
Ven.
 12 Marzo 2010
21:00
T. Prom. Serale
Sab.
 13 Marzo 2010
21:00
T. Cral
Dom.
14 Marzo 2010
17:00
T. 2° Dom

DETTAGLIO SPETTACOLO
 
Scritta da Bertolt Brecht negli anni Trenta, L’anima buona del Sezuan racconta una vicenda che affronta il tema universale del rapporto tra Morale e Società, tra il Bene e il Male nella concretezza della Storia. E lo fa ambientando gli avvenimenti in una lontana Cina di fantasia, nella quale si manifestano, però, avvenimenti e conflitti etico-sociali che assomigliano in modo impressionante alla realtà contemporanea, scossa dalle trasformazioni indotte da un’universale crisi economica.
L’apologo ha il sapore della favola. Alla ricerca di “un’anima buona”, tre dèi scendono sulla terra, ma l’unica persona disposta a ospitarli per la notte è la prostituta Shen-Te, che vive miseramente del suo mestiere. Ricompensata dagli dèi per la sua bontà, Shen-Te investe il denaro ricevuto nell’acquisto di una tabaccheria; ma, da quel momento, iniziano anche i suoi guai, perché tutti i miserabili del luogo accorrono per approfittare della sua generosità e anche (è il caso dell’aviatore Sun) del suo amore. Se a tutti fosse dato secondo i loro bisogni, per le risorse economiche di Shen-Te sarebbe presto la fine, ma per fortuna ogni tanto la ragazza (che nel frattempo è rimasta incinta) sparisce per lasciare al suo posto un autorevole cugino, Shui-Ta, il quale, da accorto uomo d’affari, ristabilisce l’equilibrio nella sua dissipata amministrazione, dimostrando così (fino al colpo di teatro finale) come sia di fatto impossibile essere buoni in un mondo cattivo.
«La nostra Anima buona – dicono Bruni e De Capitani – la immaginiamo nella Cina delle frenetiche mutazioni epocali degli anni attuali. La Cina dei templi e dei grattacieli, delle sete ricamate e degli stracci occidentali. Ma è di noi, qui, che vogliamo parlare attraverso questa parabola lieve e profonda. Siamo tutti sotto la minaccia costante della pressione che il mondo esercita su di noi e che ci scinde fin nel profondo, come accade a Shen-Te: il mondo, oggi scosso da una crisi economica molto simile, non prevede più la bontà e ci spinge a ricacciare dietro la maschera di Shui-Ta i nostri sentimenti più buoni».