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Stagione teatrale 2009-2010
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Le ultime lune****
testo e regia Furio Bordon
scene Milli
costumi Stefano Nicolao
luci Iuray Saleri
con Marianella Laszlo, Walter Mramor
produzione  a.ArtistiAssociati

CALENDARIO DELLE RAPPRESENTAZIONI - TEATRO BIONDO


Mar.
2 Marzo 2010
21:00
Mer.
3 Marzo 2010
17:00
Giov.
 4 Marzo 2010
17:00
Ven.
5 Marzo 2010
21:00
Sab.
 6 Marzo 2010
21:00
Dom.
 7 Marzo 2010
17:00
Mar.
 9 Marzo 2010
17:00
Mer.
 10 Marzo 2010
17:00
Giov.
 11 Marzo 2010
17:00
Ven.
 12 Marzo 2010
21:00
Sab.
 13 Marzo 2010
21:00
Dom.
14 Marzo 2010
17:00

DETTAGLIO SPETTACOLO
 
Le ultime lune, scritto da Furio Bordon nel 1992, ha ricevuto il Premio IDI nel 1993 ed è stato portato al successo nella Stagione 1995/1996 da Marcello Mastroianni. È stata la sua ultima interpretazione da molti definita leggendaria e grazie alla quale il testo è stato conosciuto e apprezzato dal pubblico e dalla critica in tutto il mondo: nei quattro anni successivi dodici traduzioni e altrettanti allestimenti hanno replicato all’estero il successo dell’edizione italiana. A Bruxelles Le ultime lune ha vinto il Prix de Theatre come migliore spettacolo dell’anno, a Santiago del Cile ha ottenuto la nomination come migliore testo, a Madrid la critica lo ha accolto unanimemente come una delle più belle commedie scritte negli ultimi anni e giudizi analoghi si sono ripetuti in molte altre città europee e americane. Oggi Le ultime lune torna in Italia per una precisa scelta del suo autore il quale, assumendosi anche la responsabilità della regia e presentando per la prima volta il testo nella sua versione integrale, lo affida alla genialità di un altro grande interprete: Gianrico Tedeschi.
Dall’incontro con questo straordinario uomo di teatro è maturata nell’autore la decisione di riprendere una commedia che sembrava non più proponibile in Italia dopo la memorabile edizione con Mastroianni. Non è stata una decisione facile, ma è nata nel modo giusto, nel segno di una grande stima per l’interprete di oggi e di un grande affetto per l’interprete di ieri.
Un uomo molto vecchio aspetta nella stanza che il figlio torni dall’ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo per anziani. Ascolta Bach e parla con la moglie anzi, con il suo ricordo, dal momento che lei è morta molti anni prima.
Parlano della vecchiaia, della morte, dell’amore che li ha uniti.
All’arrivo del figlio comincia tra i due uomini una schermaglia verbale intessuta di rancori e di piccole crudeltà, ma che a tratti si allenta di irresistibili tregue di dolcezza. Il primo tempo si conclude con il vecchio che lascia per sempre la sua stanza e il ricordo della moglie. Nel secondo tempo il vecchio è nella casa di riposo: sono passati alcuni anni, lui è solo in scena, con una sedia, un album di vecchie fotografie e una piantina di basilico in un vaso di latta. Il racconto della vita quotidiana all’Istituto si mescola con i ricordi del suo passato e con una serena dichiarazione di resa alla morte.