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Stagione teatrale 2009-2010
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Le conversazioni di Anna K.***
testo e regia di Ugo Chiti
scene Daniele Spisa
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musica originale e adattamento Vanni Cassori e Jonathan Chiti
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali,
Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alessio Venturini
produzione Arca Azzurra Teatro – Teatro Eliseo
Testo vincitore del 49° Premio Riccione per il Teatro

CALENDARIO DELLE RAPPRESENTAZIONI - TEATRO BIONDO


Mar.
23 Febbraio 2010
21:00
Mer.
24 Febbraio 2010
17:00
Giov.
25 Febbraio 2010
17:00
Ven.
26 Febbraio 2010
21:00
Sab.
 27 Febbraio 2010
21:00
Dom.
 28 Febbraio 2010
17:00

DETTAGLIO SPETTACOLO
 
Le Conversazioni di Anna K. attingono alla Metamorfosi di Kafka senza voler essere l’adattamento teatrale di uno dei più perfetti ed emblematici racconti del Novecento.
Anna è l’anziana vedova che la famiglia Samsa assume come donna tutto fare dopo quanto accaduto a Gregorio. Una figura appena accennata ma puntuale in vari snodi del racconto. Ed è proprio questa “presenza sottintesa” che rende affascinante l’ipotesi di assumerla come punto di osservazione per l’intera vicenda. Così la vedova Anna, senza un cognome precisato, diviene obbligatoriamente Anna K. e, da figura marginale, assume un ruolo di protagonista.
Inizialmente mostra un carattere loquace, pieno di buona volontà da donnetta curiosa che gradualmente lascia intravedere un cuore ruvido e semplice, segnato da molte ferite e capace di relazionarsi con tutti i personaggi dell’insolito “dramma familiare”.
Anna K., in casa Samsa, non si limita ad un’energica e fattiva assistenza. Anna cambia le prospettive più private del racconto, si muove in quelle più dimesse e quotidiane attivando i personaggi, come i pensionati o il giovane studente innamorato di Grete. Nello stesso tempo Anna interagisce con le traiettorie e le dinamiche del racconto con una personale affettività. Attraverso Anna le scene assenti o appena “ascoltate” (attraverso la porta dalla claustrofobia condizione di Gregorio) passano in primo piano, diventano materia drammaturgica autonoma ma non estranea al racconto. Anna K., con la sua tenera e riduttiva visione del vivere, diviene così sguardo amoroso, giaculatoria affettuosa che commenta e accompagna la “tragedia” di ogni diversità, come la condizione estrema del vivere accanto al dolore.
Ugo Chiti