Torna alla Home Page
             
 

Stagione teatrale 2009-2010
Torna al calendario spettacoli

Ulyssage # 6 Uomini al buio. Ade****
uno spettacolo di Claudio Collovà
da Ulisse di James Joyce
regia, scene e costumi Claudio Collovà
coreografie Alessandra Luberti
luci Nando Frigerio
con Filippo Luna, Davide de Lillis, Alessandra Luberti
produzione Teatridithalia – Officine Ouragan

CALENDARIO DELLE RAPPRESENTAZIONI - TEATRO BIONDO


Mer.
10 Febbraio 2010
21:00
Giov.
 11 Febbraio 2010
17:00
Ven.
12 Febbraio 2010
17:00
Ven.
12 Febbraio 2010
21:00
Sab.
 13 Febbraio 2010
17:00
Sab.
 13 Febbraio 2010
21:00
Dom.
 14 Febbraio 2010
17:00

DETTAGLIO SPETTACOLO
 
La partecipazione di Bloom al funerale di un conoscente, morto, si dice, di un colpo apoplettico, ha come corrispondente omerico la discesa di Odisseo all’Inferno. Discesa nel nulla, questo è il significato che generalmente si attribuisce a questo episodio, particolare reso evidente dalla apparente vacuità del dialogo dei becchini di Amleto sulla morte e sulla vita, dalle diffuse considerazioni di carattere religioso, costantemente venate da ironia e disprezzo, dall’umore generalmente nostalgico con cui si guarda alla poca vita rimasta dalla soglia di un abisso. Ma il VI episodio ha come tema dominante il rapporto tra padre e figlio. Tutto il romanzo è in realtà anche il racconto di un inseguimento. Un padre alla ricerca di un figlio e di un figlio alla ricerca di un padre. Bloom, a contatto con gli altri che lo disprezzano, lo ignorano o lo trattano con condiscendenza, vive la sua visita in modo appartato e meditabondo, con l’animo colmo della memoria di Rudy – il figlio morto appena nato – e trasforma il suo dolore segreto in un postludio, abbandonandosi a una lunga fantasticheria sulla morte, concepita da lui solo nel suo aspetto fisico e materiale: questione di cellule, insomma, in una visione quasi chimica. Simbolo di questa situazione esistenziale è il personaggio ignoto, Mc Intosh, tredicesimo in fila al funerale, un fantasma uscito dal nulla e numero della Morte, un uomo cieco, che Bloom molto poeticamente chiama «uomini al buio», regalandomi un titolo che amo molto. Sull’altra sponda Stephen Dedalus sente «un abisso di temperamento e di destino» da suo padre e dai suoi amici. La moderna psicologia definirebbe questi due caratteri come l’introverso e l’estroverso. Mr. Bloom, un tipo che è nel mezzo, a momenti effusivo, eppure anche nei momenti del suo pensiero nero, prudentemente riservato o represso, molto più consanguineo del padre consustanziale di Dedalus. E il giovane Stephen che come Telemaco cerca il padre Ulisse senza in effetti mai trovarlo, e che nel suo dubbio affettivo trova la forma di un Amleto a noi contemporaneo ed eterno. Due uomini, questi miei personaggi, al capezzale di un Angelo morto, o com’è più giusto, in una eterna agonia.
Claudio Collovà